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Credere per vedere
Intervista a Luigi Colbax

Credere per vedere

Cominciai a capire che i risultati sono la conseguenza di quello che uno pensa dopo aver iniziato a seguire la PNL con i tuoi corsi, Andrea.

Prima ero incosciente, facevo tutto semplicemente perché ci credevo.

Credevo in me, credevo di poter raggiungere un risultato e lavoravo per riuscirci.

Poi, pensandoci ho capito che era proprio la mia convinzione a farmi avere successo.

Naturalmente, funziona se pensi positivamente, perché è così che si ottengono risultati positivi; a pensare negativo, i risultati saranno negativi.

Va detto che nella mia vita ho avuto un sacco di difficoltà, come tutti del resto.

La vita presenta le difficoltà di default, e sta a noi saperle gestire e superare.

Lo facciamo al nostro meglio, ma il nostro meglio è dato appunto dal nostro pensiero, ciò che pensiamo ogni giorno, ciò che crediamo vero per noi.

Come il computer può funzionare con un solo programma alla volta, tipo se uso excel non posso usare contemporaneamente anche word, lo stesso il cervello funziona a programma positivo o negativo. Io pensavo positivo. E visto che i risultati sono la conseguenza di ciò che pensiamo e crediamo, ovvio che erano positivi.

Tutto questo, ora, lo dico anche ai miei clienti, ma ci sono riuscito solo dopo aver preso consapevolezza frequentando la tua scuola.

Prima mi comportavo in maniera assolutamente diversa, ero una specie di “sergente di Full metal jacket”.

E questo metodo che utilizzavi prima della mia scuola, l’avevi scelto perché era funzionale per tutti, o perché era funzionale per te?

Era funzionale per me, e io poi lo proiettavo sugli altri.

Tutto quello che ho fatto, l’ho sempre fatto perché mi veniva spontaneo; non sono mai stato forzato a dire e a insegnare alla gente quello che dicevo e insegnavo.

Anche se non avevo studiato PNL, naturalmente usavo “visualizzazioni” per aumentare il focus in ciò che facevo. Immaginavo di essere, a seconda del caso, uno dei miei personaggi preferiti, fossero essi di fantasia o reali. Tra questi Gene Simmons o Arnold Schwarzenegger (reali), oppure Batman o Zagor (fantasia).

L’errore era nel proiettare agli altri la mia vision, mentre poi ho capito che bisogna ascoltare il cliente, seguire la sua vision e potenziarla; solo così arriveranno i veri risultati permanenti. Quando avrò stimolato anche nel cliente “il credere” in ciò che fa!

Del resto, mi hai fatto capire tu che “volere non è potere”, ma credere di potere unito al volere effettivo, rende ottenibili, e reali, i risultati.

Luigi Colbax

Dal libro "Sempre Pronti"

Volere non è per forza potere. Volere diventa potere se le convinzioni che abbiamo sono allineate con ciò che vogliamo ottenere e con chi siamo veramente.

Andrea Favaretto

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